Simbruini Mountains and the river Simbrivio owe their Latin etymology "sub imbribus", ie in the rain at the confluence of the Apennine line, this unknown entity weather.
technical term that indicates that situation a harbinger of widespread thunderstorm activity on the interior of our south-central peninsular. From what arises, how can it evolve, what consequences may result?
popular subject as physically hot little known to most people what that person describes synoptic known as "line of confluence induction Apennine mountain slope." Visto che il nostro Appennino ospita diversi milioni di persone, la domanda deve senz'altro trovare una adeguata risposta. Insomma di cosa si tratta?
Si tratta di un fenomeno che si può attivare in determinate condizioni, in prevalenza durante la stagione estiva, e che reca diffusa attività temporalesca lungo tutta la dorsale montuosa della nostra Penisola e sulle adiacenti zone pedemontane, apportando talvolta furiose grandinate, colpi di vento, violenta attività elettrica e, in casi estremi, anche ad alluvioni lampo.
Tutto si origina dalla presenza a tutte le quote atmosferiche di venti deboli inizialmente paralleli alla catena montuosa e in prevalenza disposti intorno nord-ovest. Il riscaldamento diurno tende ad attivare le brezze le quali, overlapping the lower altitudes to the weak synoptic wind seen above, making it diverts the flow to converge towards the mountain range.
Along the Tyrrhenian coast to the overall flow at low altitudes and then rotate around the west and along the Adriatic will revolve around the northeast. It goes without saying that the two streams, once they reach the top of the ridges of the Apennines, will be forced not only to rise further because of buoyancy brought about by the mountain slopes, but also because of the accumulation of mass produced by the collision of the winds coming from different directions.
At this point the storm is potentially well-bootable machine: the masses of cumulus clouds are in fact further elaborate dalla morfologia del territorio, con lo sviluppo delle celle che sembra sovrapporsi inizialmente ai gruppi montuosi più elevati (Monte Cimone, Sibillini, Gran Sasso, Simbruini, Matese, Pollino, Sila).
L'eventuale presenza di aria fresca in quota, piuttosto frequente quando i flussi procedono come descritto con direzione di provenienza nord-occidentale a tutte le quote, esalterà tale status e provoherà la propagazione a catena di tali cluster temporaleschi (fenomeno della rigenerazione) anche verso i settori preappenninici e talvolta anche sulle pianure adiacenti fino a sfociare su alcuni tratti costieri.
Qui le masse nuvolose però dovranno fare i conti con la fetta discendente della nostra struttura convettiva. L'accumulo di massa prima descritto provocherà divergenza in quota sulla verticale della cresta appenninica, divergenza che si renderà visibile con la distensione delle incudini temporalesche verso il mare dove poi le correnti inizierenno la loro discesa, provocando la dissoluzione del tessuto nuvoloso. A questo punto si avrà la classica impressione che le nuvole vengano letteralmente mangiate dal mare, in una sorta di braccio di ferro con il clima costruttivo della montagna che in questi casi sembra davvero così diverso.
Con questo la circolazione si chiude e la sua chiusura ci apre la mente su questo misconosciuto meccanismo che porta su molte delle nostre città i fenomeni più intensi e spettacolari che la natura ci possa riservare.
technical term that indicates that situation a harbinger of widespread thunderstorm activity on the interior of our south-central peninsular. From what arises, how can it evolve, what consequences may result?
popular subject as physically hot little known to most people what that person describes synoptic known as "line of confluence induction Apennine mountain slope." Visto che il nostro Appennino ospita diversi milioni di persone, la domanda deve senz'altro trovare una adeguata risposta. Insomma di cosa si tratta?
Si tratta di un fenomeno che si può attivare in determinate condizioni, in prevalenza durante la stagione estiva, e che reca diffusa attività temporalesca lungo tutta la dorsale montuosa della nostra Penisola e sulle adiacenti zone pedemontane, apportando talvolta furiose grandinate, colpi di vento, violenta attività elettrica e, in casi estremi, anche ad alluvioni lampo.
Tutto si origina dalla presenza a tutte le quote atmosferiche di venti deboli inizialmente paralleli alla catena montuosa e in prevalenza disposti intorno nord-ovest. Il riscaldamento diurno tende ad attivare le brezze le quali, overlapping the lower altitudes to the weak synoptic wind seen above, making it diverts the flow to converge towards the mountain range.
Along the Tyrrhenian coast to the overall flow at low altitudes and then rotate around the west and along the Adriatic will revolve around the northeast. It goes without saying that the two streams, once they reach the top of the ridges of the Apennines, will be forced not only to rise further because of buoyancy brought about by the mountain slopes, but also because of the accumulation of mass produced by the collision of the winds coming from different directions.
At this point the storm is potentially well-bootable machine: the masses of cumulus clouds are in fact further elaborate dalla morfologia del territorio, con lo sviluppo delle celle che sembra sovrapporsi inizialmente ai gruppi montuosi più elevati (Monte Cimone, Sibillini, Gran Sasso, Simbruini, Matese, Pollino, Sila).
L'eventuale presenza di aria fresca in quota, piuttosto frequente quando i flussi procedono come descritto con direzione di provenienza nord-occidentale a tutte le quote, esalterà tale status e provoherà la propagazione a catena di tali cluster temporaleschi (fenomeno della rigenerazione) anche verso i settori preappenninici e talvolta anche sulle pianure adiacenti fino a sfociare su alcuni tratti costieri.
Qui le masse nuvolose però dovranno fare i conti con la fetta discendente della nostra struttura convettiva. L'accumulo di massa prima descritto provocherà divergenza in quota sulla verticale della cresta appenninica, divergenza che si renderà visibile con la distensione delle incudini temporalesche verso il mare dove poi le correnti inizierenno la loro discesa, provocando la dissoluzione del tessuto nuvoloso. A questo punto si avrà la classica impressione che le nuvole vengano letteralmente mangiate dal mare, in una sorta di braccio di ferro con il clima costruttivo della montagna che in questi casi sembra davvero così diverso.
Con questo la circolazione si chiude e la sua chiusura ci apre la mente su questo misconosciuto meccanismo che porta su molte delle nostre città i fenomeni più intensi e spettacolari che la natura ci possa riservare.
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